Italdron realizza il primo drone che sorvolerà il Circolo Polare Artico

E’ tutto italiano il record di sorvolo con un drone radiocomandato sul Circolo Polare Artico: italiano il drone e italiano il committente che andrà ad operare il monitoraggio di Shark, un veicolo marino deputato ad effettuare campionature e prelievi della calotta polare, uno degli ambienti più ostili e inesplorati del globo. I protagonisti di questa missione eccezionale sono Italdron di Ravenna e il CNR ISSIA di Bari, due eccellenze italiane in campi applicativi molto diversi. Il CNR ISSIA aveva la necessità di dotarsi di un drone per monitorare da lontano, fino a 1,5 chilometri, il proprio Raw marino, e svolgere queste operazioni in sicurezza in un mondo praticamente proibitivo per qualunque SAPR. Se la distanza massima dal centro di controllo, 1500 metri, non è da record, gestire le operazioni con una temperatura esterna fino a -10°C avversati da freddi venti polari era certamente una sfida difficilissima da vincere. Italdron con i suoi tecnici ha studiato una soluzione ad-hoc che consentirà agli scienziati italiani di pilotare l’aeromobile in piena sicurezza, con accorgimenti tecnici, rispetto allo standard, del tutto eccezionali.

Il drone è un otto-cottero con sistemi di controllo ridondanti, il che significa che sensori GPS e radio sono montati in due unità per evitare malfunzionamenti in caso di guasti. La macchina ha un peso di circa 13 chilogrammi e una frequenza operativa sotto a 1 Ghz, altro record per questo multirotore ravennate, resa necessaria dalle stringenti leggi sulle onde radio imposte dalla Norvegia. Il Payload sarà di 2 chilogrammi, e l’autonomia di volo di oltre 40 minuti, per consentire agli scienziati italiani di effettuare lunghe sessioni di volo senza tornare frequentemente alla base per cambiare le batterie. Il drone si alzerà in volo dalla nave quando lo Shark sarà in prossimità della zona operativa, percorrendo 1 chilometro in circa 45/50 secondi. Il velivolo atterrerà e si alzerà in volo per tre volte durante l’uscita del Rov, in modo da coprire completamente l’arco temporale della missione.

L’otto-cottero sarà utilizzato in modalità di volo autonomo mediante controllo GPS e utilizzato in modalità FPV (First Person View), con atterraggio e decollo anche dall’acqua e con un sistema di sicurezza che prevede un paracadute attivato automaticamente in caso di guasti.

Il sistema video e navigazione FPV è composto da tre telecamere:

• una con gimbal con comandi separati e pilotabile da una seconda persona che servirà ad aiutare la navigazione dello Shark (individuando ad esempio ostacoli quali piccoli iceberg)

• una dedicata alla guida FPV tradizionale

• una dedicata all’acquisizione di video e fotografie del luogo, entrambe con i tag GPS

L’appuntamento per il drone e gli uomini del CNR ISSIA è alle isole Svalbard, da dove partiranno quest’estate alla volta di un’avventura nei territori più freddi e inospitali del globo. Per maggiori informazioni riguardanti il progetto questo il link alla pagina ufficiale del sito del CNR.