Italdron ripercorre la storia dei video sportivi con i Droni sui quaderni dell'ANACC

La storia delle riprese video per impieghi sportivi si intreccia felicemente con quella dei droni radiocomandati a partire dal lontano 2012 quando, fra i primi in Italia, cominciammo a riprendere eventi sportivi di tutti i generi. Grazie alla richiesta di ANACC, Associazione Nazionale Allenatori Canottaggio, abbiamo raccontato la nostra storia e la storia degli aeromobili a pilotaggio remoto sulla rivista ufficiale dell'associazione. L'articolo completo è riportato di seguito, e in fondo alla pagina trovate il PDF con l'intera rivista:

"Il mondo degli aeromobili a pilotaggio remoto sta rapidamente ampliando le proprie prospettive estendendo i campi di applicazione a settori una volta semplicemente impensabili per congegni simili ai droni. Dall’agricoltura di precisione alla tanto discussa consegna di pacchi, dalla videosorveglianza all’aerofotogrammetria, i limiti per l’impiego di questi piccoli mezzi sembrano praticamente destinati a crollare, uno dopo l’altro, col sopravanzare del progresso tecnologico. Uno dei primi campi di applicazione dei SAPR (sistemi aeromobili a pilotaggio remoto) è stato certamente quello delle riprese video, che ha contribuito a dare una veloce accelerata allo sviluppo tecnologico dei droni, sempre più piccoli, economici ed efficienti nel riprendere le cose “da un altro punto di vista”.

In Italia i droni hanno conosciuto gli onori della cronaca in un’occasione non di festa ma di drammatica emergenza: il terremoto dell’Emilia nel 2012 quando, per aiutare le persone colpite dalla catastrofe, l’azienda ravennate Italdron si recò sul posto con Scrabble, uno dei suoi primi quadricotteri. Le forze dell’ordine e i commissari per l’emergenza utilizzarono i preziosi filmati per individuare le diverse criticità e pianificare le operazioni necessarie alla gestione delle priorità, mentre le televisioni trasmettevano, per la prima volta in modo sistematico e massiccio, i filmati realizzati con il piccolo quadrirotore.

Dopo quella catastrofe l’impiego dei droni è stato esteso a diversi altri campi d’impiego, ma quella dei video è stata ed è a tutt’oggi l’operazione più diffusa a tutti i livelli, dai professionisti della cinepresa ai semplici amatori. Il costo di un drone per le riprese è sceso rapidamente nel corso degli anni, mentre è aumentata inversamente la qualità dei filmati prodotti, oggi pregiata già a partire da mezzi sui 700 euro.

I Droni

Il variegato mondo degli APR è popolato di centinaia di offerte per tutti i prezzi, partendo da poche decine di euro per giocattoli forniti di una piccola videocamera sino a decine di migliaia di euro per mezzi con Gimbal (il sistema di stabilizzazione della videocamera) in grado di ospitare una videocamera RED. In Italia il leader per la vendita di mezzi professionali è senza dubbio Italdron, azienda ravennate che per prima intuì le potenzialità nell’osservare le cose da un punto di vista “privilegiato”. Italdron 4HSE è infatti il mezzo maggiormente presente nelle liste ENAC (ente nazionale aviazione civile), autorizzato a svolgere operazioni di ripresa per diversi livelli di criticità e in scenari il più eterogenei possibili. Il drone Italdron ha caratteristiche tecniche e di volo perfette anche per realizzare quello che oggi viene definito Drone Journalism, riprese video funzionali alla messa in onda in diretta o in differita ad una qualità fino a 4K.

Le riprese sportive

L’utilizzo dei droni in campo sportivo è stato uno dei primi ad esser preso in considerazione, in modo da ampliare le angolazioni possibili con cui riprendere i diversi atleti nel momento della gara. Già oggi numerosi droni sorvolano abitualmente i più disparati campi gara, da quelli da motocross alla Formula 1, dalle piste da Sci alle gare podistiche sino alle manifestazioni di atletica, di ogni livello e ad ogni latitudine, compatibilmente con i regolamenti dei diversi enti di regolazione del volo.

Per mantenere elevata la sicurezza degli spettatori e degli atleti, in Italia i mezzi devono ottenere permessi e autorizzazioni ENAC adeguati, e i sistemi di sicurezza tecnologici si sono evoluti per rispondere alle sempre più stringenti norme imposte dal nostro ente supervisore della sicurezza per il volo. Paracadute di emergenza, terminatore di volo, zone di “digital wall” e diversi altri sono gli accorgimenti che consentono di prevenire incidenti di qualsiasi tipo, consentendo a spettatori e atleti di divertirsi senza alcun pericolo per la propria incolumità.

Anche nel caso di operazioni di ripresa su decine di migliaia di persone è stata Italdron l’azienda che ha svolto il ruolo di precursore assoluto, filmando i 150.000 di Campovolo 2015, il concerto record di Ligabue, con un drone realizzato mediante un pallone aerostatico. Il vantaggio dal punto di vista della sicurezza è rappresentato dalla positività del drone che, anche in caso di malfunzionamento, non può in nessun modo cadere sul pubblico.

Ad oggi le normative del nostro Ente Nazionale Aviazione Civile non consentono di volare sopra grandi assembramenti di persone con un classico drone sostenuto da motori elettrici, ma in futuro il regolamento potrebbe cambiare in funzione di novità tecnologiche in grado di rendere innocui i mezzi con pesi molto ridotti, che già oggi compaiono nella normativa ENAC con la specifica di APR dal peso inferiore ai 300 grammi. Il futuro delle riprese sportive sarà certamente multirotore, e forse arriverà prima di quanto possiamo immaginare".

Questo il link con il PDF della rivista completa:

Anac 19 lr

Mentre sotto soltanto l'articolo sui Droni:

Droni-che-Passione-ANAC