{"id":1721,"date":"2020-03-30T16:08:03","date_gmt":"2020-03-30T14:08:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.italdron.com\/it\/?p=1721"},"modified":"2020-04-21T16:28:22","modified_gmt":"2020-04-21T14:28:22","slug":"un-rilievo-ottimale-di-manufatto-in-6-passaggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italdron.com\/it\/news\/un-rilievo-ottimale-di-manufatto-in-6-passaggi\/","title":{"rendered":"Un rilievo ottimale di manufatto in 6 passaggi"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]Mappare un manufatto al fine di renderlo interrogabile e attendibile tramite un drone pu\u00f2 sembrare una\u00a0cosa semplice, vista l\u2019ampia offerta di soluzioni HW e SW sulla carta efficaci.<\/p>\n<p>Ecco alcune semplici regole che vi saranno di supporto per evitare errori dovuti all\u2019inesperienza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>1. Accurato studio dell\u2019oggetto da rilevare in funzione delle finalit\u00e0 progettuali<\/strong><\/h3>\n<p>1.1.\u00a0<strong>L\u2019analisi accurata dell\u2019oggetto da rilevare<\/strong>\u00a0\u00e8 prerogativa fondamentale al fine di eseguire un corretto rilievo con SAPR.<\/p>\n<p>Ogni scenario infatti (sia esso un ambito territoriale, una scala edilizia ed urbana, un bene storico-monumentale, etc.), presenta caratteristiche singolari e specifiche che vanno attentamente analizzate cos\u00ec da rendere ottimale e preciso il rilievo stesso ed il successivo utilizzo dei dati.<\/p>\n<p>Infatti, non tutti i rilievi possono essere eseguiti una seconda volta, relativamente ad alcune condizioni di diversa natura: meteorologiche, ambientali, di shut-down in caso di impianti, etc.<\/p>\n<p>1.2.\u00a0<strong>La progettazione di un rilievo<\/strong>\u00a0risulta fondamentale anche nel caso in cui sia necessario sottostare a dei\u00a0<strong>vincoli aeronautici al volo\u00a0<\/strong>(es. operazioni in Scenari Critici) che comportano limitazioni di volo nello spazio e nel tempo, ovvero limiti fisici per l\u2019acquisizione di foto e video (es. facciate di palazzi su vie strette o su piazze affollate).<\/p>\n<p>1.3.\u00a0<strong>Lo studio delle finalit\u00e0 del rilievo<\/strong>\u00a0risulta altrettanto importante (progetto, rilievo, comparazione, studio, monitoraggio, etc.) in quanto in relazione a questi fattori potr\u00e0 essere stabilita una corretta ed appropriata elaborazione dei dati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>2. Scelta del mezzo pi\u00f9 appropriato in relazione al sensore da utilizzare: importanza dell\u2019inerzia del mezzo e del payload<\/strong><\/h3>\n<p>2.1.\u00a0<strong>La scelta del mezzo pi\u00f9 appropriato<\/strong>\u00a0per l\u2019esecuzione di un rilievo viene troppo spesso trascurata, sottintendendo che qualunque SAPR \u00e8 in grado di svolgere con coerenza il proprio lavoro in riferimento al rilievo da eseguire.<\/p>\n<p>Se da un lato pu\u00f2 risultare ovvio che i rilievi territoriali estesi possano essere svolti utilizzando droni ad ala fissa, questo schema pu\u00f2 essere messo facilmente in discussione in relazione alla prestazione del sensore trasportato (setup ottico, prestazioni de sensore, megapixel) che permette anche al multirotore di rilevare consistenti ambiti territoriali senza perdita di rendimento. La continua evoluzione normativa e tecnologica permette infatti ai multirotori una forte competitivit\u00e0 rispetto ai SAPR ad ala fissa anche sui rilievi estesi, con il vantaggio (da non sottovalutare) che risultano gli unici mezzi in grado di eseguire rilievi di prossimit\u00e0 grazie al volo in hovering e all\u2019elevata precisione di movimento.<\/p>\n<p>2.2. In seconda istanza \u00e8 importante sottolineare come il connubio \u201c<strong>inerzia del SAPR<\/strong>\u201d e \u201c<strong>performance del gimbal<\/strong>\u201d siano elementi fondamentali per acquisire fotografie prive di difetti. Da un lato, l\u2019inerzia dovuta alla massa in movimento del SAPR offre un\u2019eccezionale resistenza all\u2019instabilizzazione indotta dal vento, limitando l\u2019intervento di compensazione dei motori per la stabilizzazione in quota.<\/p>\n<p>Spesso infatti, i lavori di rilevamento con multirotori presuppongono la prossimit\u00e0 per il rilievo di dettaglio indipendentemente dall\u2019aspetto prestazionale della fotocamera, che pu\u00f2 consentire di rimanere relativamente distanti, il che comporta l\u2019ingresso del SAPR all\u2019interno di turbolenze d\u2019aria che si vengono a creare in prossimit\u00e0 degli oggetti da rilevare (vortici di superfici cilindriche o curve, correnti ascensionali su pareti riscaldate, microclima tra oggetti alti e poco distanti tra loro, etc.), a questi effetti si sommano quelli indotti dal vento presente in quota, con variabilit\u00e0 differenti in base alla stagionalit\u00e0 ed all\u2019irraggiamento che cambia durante le ore del giorno. In questi casi la compensazione serve poco alla stabilizzazione offerta dalle capacit\u00e0 del pilota (che si deve occupare di ben altro) e dei motori, in qualunque numero essi siano: il miglior stabilizzatore \u00e8 senza dubbio quello intrinseco offerto dalla massa del SAPR in volo alle correnti del fluido aria nel quale \u00e8 immerso.<\/p>\n<p>2.3. Complementare all\u2019inerzia del SAPR \u00e8 l\u2019uso di un <strong>gimbal girostabilizzato<\/strong>. Altamente prestazionale, esso compie l\u2019azione decisiva per evitare l\u2019effetto micromosso durante lo scatto fotografico in qualunque condizione di luce e di settaggio della fotocamera, conferendo al rilievo quella velocit\u00e0 e certezza di acquisizione dei dati che diversamente non sarebbe conseguibile.<br \/>\nTale aspetto si rileva determinante, sia con orientamento fisso del gimbal in una direzione (es. foto nadirali), sia durante gli scatti con rotazione degli assi, in cui le microvibrazioni interne (dovute alle rotazione dei bracci di supporto) si sommano alle rototraslazioni indotte dal movimento del SAPR, il cui effetto combinato incide direttamente sulla qualit\u00e0 dello scatto.<\/p>\n<p>2.4. L\u2019effetto di stabilizzazione combinato sovradescritto \u00e8 rilevabile non solo nelle riprese fotografiche, ma anche nell\u2019acquisizione di video in cui l\u2019effetto gelatina (detto anche gel o jello) \u00e8 inversamente proporzionale alla qualit\u00e0 del girato.<\/p>\n<p>2.5. Volendo introdurre anche il tema che riguarda l\u2019integrazione del sistema LIDAR sui droni multirotore, l\u2019aspetto della massa inerziale del SAPR nel posizionamento GPS del sistema in volo non \u00e8 secondario, e riprende appieno i concetti espressi per l\u2019acquisizione fotogrammetrica di cui sopra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>3. Programmazione di un\u2019ottimizzata integrazione con il supporto topografico<\/strong><\/h3>\n<p>3.1. La\u00a0<strong>fase progettuale dei rilievi<\/strong>, non pu\u00f2 prescindere da un\u2019integrazione programmata con il rilievo topografico di supporto per la georeferenziazione dei risultati finali, sia che si tratti di sistema globale o locale di coordinate. Pertanto, la sinergia tra il pilota SAPR, l\u2019assistente al gimbal e i topografi, diventa elemento fondamentale per identificare e pianificare la posizione di target e punti singolari da rilevare per vincolare il successivo modello 3D consentendone infinita scalabilit\u00e0 e limitando le distorsioni.<\/p>\n<p>3.2. La\u00a0<strong>fase di integrazione topografica<\/strong>\u00a0risulta fondamentale anche per fissare la precisione del rilievo da eseguire, consentendo di inserire anche punti di controllo utili alla verifica continuativa della correttezza dei modelli ottenuti.<\/p>\n<p>3.3. Ad integrazione di quanto detto sopra, per\u00a0<strong>migliorare l\u2019accuratezza dei dati acquisiti<\/strong>\u00a0su aree dove spesso non \u00e8 possibile acquisire informazioni topografiche, pu\u00f2 essere impiegato a bordo del drone un GPS GNSS RTK.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>4. Attenta scelta delle metodologie di esecuzione del rilievo in funzione di: soggetto, esposizione, illuminazione, dettaglio, distanza dall\u2019oggetto, etc.<\/strong><\/h3>\n<p>4.1. Un dato che va tenuto in considerazione sia all\u2019atto della programmazione del rilievo che durante l\u2019esecuzione dello stesso, sono le\u00a0<strong>condizioni di illuminazione dei soggetti da fotografare<\/strong>. Le ricostruzioni 3d si basano su algoritmi che correlano pixel, con lo scopo di attribuire coordinate spaziali ai punti all\u2019interno di un modello matematico. Il cromatismo diviene un elemento fondamentale per l\u2019individuazione di punti omologhi tra le foto, con la conseguenza che non risulta sufficiente la sovrapposizione tra le prese fotografiche, ma deve essere integrato alla continuit\u00e0 di esposizione ed illuminazione dei soggetti oltre che alla distanza di presa e al dettaglio degli stessi.<\/p>\n<p>4.2. Le modalit\u00e0 con cui eseguire i rilievi non possono essere standardizzate, ma \u00e8 possibile tracciarne alcune linee guida principali:<\/p>\n<p>&#8211; ogni oggetto o sezione che si desidera ricostruire (compresi angoli nascosti e sottosquadri) dovrebbero essere visibili in almeno due o pi\u00f9 fotografie.<\/p>\n<p>&#8211; sono necessari pi\u00f9 set fotografici che consentano una sovrapposizione di medio raggio tra le foto, siano esse ravvicinate o prese fotografiche di lunga distanza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>5. Ridondanza dei dati acquisiti per la successiva scelta delle immagini migliori e dell\u2019overlap<\/strong><\/h3>\n<p>5.1. Indipendentemente dal soggetto da rilevare \u00e8 sempre buona regola eseguire un rilievo ridondante, acquisendo molte pi\u00f9 immagini di quelle ordinariamente necessarie in base alla manualistica corrente, in quanto le successive condizioni e vincoli della ricostruzione 3d potrebbero richiedere un\u2019integrazione di punti di presa fotografici, ovvero, aspetti progettuali evidenziatisi post-rilievo potrebbero richiedere visuali e dettagli originariamente non rilevanti e pertanto sottostimati in fase di acquisizione.<\/p>\n<p>5.2. Per fare questo pu\u00f2 essere d\u2019aiuto un SAPR dotato di un software di pianificazione pensato per l\u2019impiego in aerofotogrammetria e mapping. Esistono software ottimizzati per pre-definire a terra parametri quali precisione e accuratezza richiesta del dato in funzione del sensore impiegato, overlap di sovrapposizione tra foto provvedendo alla creazione di piani di volo che tengono conto di questi ed altri parametri.<\/p>\n<p>5.3. La ridondanza dei dati da acquisire cautela anche la varianza delle condizioni di luce ed esposizione che possono verificarsi durante il corso dei rilievi, consentendo di usare taluni set di acquisizione dati piuttosto che altri, consentendo cos\u00ec di ottenere un modello 3d completo e dettagliato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>6. Utilizzo di software professionali di comprovata affidabilit\u00e0 nella gestione dei dati e nella restituzione dell\u2019output.\u00a0<\/strong><\/h3>\n<p>Perfetta interoperabilit\u00e0 al fine di ottimizzare la dotazione hardware degli elaboratori, relegando l\u2019Open source a mero termine di confronto per evidenziare eventuali difformit\u00e0.<\/p>\n<p>6.1. L\u2019uso di software professionali \u00e8 a nostro viso un elemento primario nel processo di elaborazione dei dati acquisiti, sia nella fase di ricostruzione 3D sia in quella di manipolazione di mesh o point cloud.<\/p>\n<p>Se da un lato l\u2019Open Source rappresenta un formidabile strumento di sviluppo e condivisione, in campo tecnico, l\u2019affidabilit\u00e0 e la certezza dei risultati comprovati da un compendio di casistiche a livello mondiale, risulta fondamentale per finalizzare il proprio lavoro e consegnare risultati certi alla propria committenza. Questo risultato diviene possibile solamente attraverso l\u2019utilizzo di un software con licenza proprietaria, che per la propria finalit\u00e0 legata all\u2019esercizio commerciale, fonda la propria forza nella certezza dei risultati conseguibili.<\/p>\n<p>6.2. L\u2019utilizzo di software proprietari compatibili tra loro a garanzia di una perfetta interoperabilit\u00e0, consente anche una produzione ed uno scambio di documenti perfettamente compatibili, senza perdita di informazioni per trasformazioni ed esportazioni, unitamente ad un\u2019impareggiabile leggerezza di caricamento dei dati, non secondaria per l\u2019ottimizzazione degli hardware a disposizione.<\/p>\n<p>Questo vademecum mette in evidenza solo alcuni dei passaggi chiave per rilevare in modo ottimale un manufatto.<\/p>\n<p>Per operare allo stato dell\u2019arte \u00e8 opportuno possedere competenze e capacit\u00e0 specifiche oltre che gli strumenti pi\u00f9 adeguati.<\/p>\n<p>ITALDRON offre corsi di formazione professionali volti al lavoro aereo e all\u2019utilizzo delle applicazioni, unendo la consulenza commerciale alla scelta della miglior combinazione di strumenti, orientati alle esigenze applicative. Inoltre, offre un service professionale con DRONI mediante la rete di operatori appartenenti al SERVICE NETWORK.<\/p>\n<p>Per informazioni scrivi a \u00a0<a href=\"mailto:info@italdron.com\">info@italdron.com<\/a>[\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;1729&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][vc_single_image image=&#8221;1728&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][vc_single_image image=&#8221;1727&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][vc_single_image image=&#8221;1726&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][vc_single_image image=&#8221;1725&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]Mappare un manufatto al fine di renderlo interrogabile e attendibile tramite un drone pu\u00f2 sembrare una\u00a0cosa semplice, vista l\u2019ampia offerta di soluzioni HW e SW sulla carta efficaci. 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